Backlink gratuiti: cosa vale e cosa fa perdere tempo

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Backlink gratuiti: cosa vale e cosa fa perdere tempo

Immagine: Ron Lach (Pexels)

Backlink gratuiti che valgono: cataloghi del tuo settore, associazioni, partner, profili professionali e contenuti citabili. Quelli che non valgono: commenti sui blog, firme nei forum e directory che accettano qualsiasi cosa.

Molti cercano link gratis e finiscono per passare giorni su tecniche che hanno smesso di funzionare dieci anni fa. Vale la pena distinguere.

Funziona

Cataloghi e motori del tuo settore. Il criterio è l’attinenza al tema. Un catalogo di ristoranti che linka un ristorante ha senso per chi legge e per il motore.

Associazioni ed enti. Camere di commercio, ordini professionali, cooperative. Hanno spesso siti vecchi e rispettati, ed elencare i soci è naturale.

Partner e fornitori. Il link più facile che esista, e il più dimenticato. Basta chiederlo.

Profili professionali. LinkedIn, profili su piattaforme del tuo settore, pagine di portfolio. Molti di questi link non trasferiscono reputazione, ma aiutano a farsi scoprire — il primo problema di ogni sito nuovo.

Non funziona più

Commenti sui blog altrui. Comune quindici anni fa. Oggi quei link sono marcati in modo da non trasferire reputazione, e lo sforzo non si ripaga.

Firme nei forum. Stesso caso. E i forum che lo permettono hanno spesso poca reputazione.

Directory che accettano tutto. Se una directory non ha un tema e accetta ogni sito che si presenta, non dice nulla di te. Un link da chi linka tutti non è una raccomandazione.

Gratis non è economico

Un link gratuito legittimo costa tempo: ricerca, messaggio, sollecito. Ciò che si vende come economico di solito costa reputazione — una moneta molto più cara.

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