La prima posizione raccoglie la maggior parte dei clic, ed è per questo il bersaglio naturale. Vale la pena capire che cosa pretende, e anche quando non conviene.
Che cosa pretende la prima posizione
In breve: essere la risposta migliore a quella ricerca, e poterlo dimostrare.
- Pertinenza — il termine esatto nel titolo, nell’indirizzo e nelle prime righe;
- Risoluzione — chi arriva trova quello che cercava senza scorrere molto;
- Reputazione — altri siti dello stesso argomento puntano a te.
I primi due dipendono solo da te. Il terzo dipende dal tempo, o da un’organizzazione.
Quando la prima posizione non conviene
Essere primi in una ricerca generica porta molte visite e poche vendite. “Scarpe” porta curiosi; “scarpa classica uomo in pelle numero 44” porta chi ha già la carta in mano.
Il secondo posto in una ricerca specifica di solito vale più del primo in una ricerca ampia. Misura ciò che converte, non ciò che riempie il rapporto.
Che cosa ha il primo che gli altri non hanno
Quasi sempre, tempo. I siti primi da anni hanno accumulato link e storia. Affrontarli di petto costa caro. Puntare a una variante più specifica è praticabile — ed è così che entra praticamente ogni sito nuovo.
La strada senza scorciatoie
Scegli la ricerca giusta, scrivi la pagina migliore che esista su quell’argomento e ottieni siti pertinenti che puntino a lei. Non c’è un quarto passo, e nessuno ha trovato come aggirare il terzo.